Betty-e-l'oro-di-Cunardo

di Elisabetta Bonora

Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.

Editore: Macchione

Trama
Il racconto presenta il viaggio di Elisabetta Bonora, in cui realtà e fantasia si intrecciano. La protagonista, da bambina, vive la separazione dal suo paese d’origine, Cunardo, come una frattura profonda. Costretta a trasferirsi in una città vicina, attende ogni vacanza per tornare nel luogo che sente come casa. Il viaggio sulla corriera blu diventa simbolo del ritorno alle radici. A Cunardo ritrova amici di infanzia e nuovi compagni, formando un gruppo eterogeneo che vive esperienze in cui la dimensione reale si mescola gradualmente a quella fantastica, attraverso leggende e presenze misteriose dei boschi.

Stile e struttura
Il testo è costruito con un tono evocativo e descrittivo, che mette al centro il territorio e il vissuto emotivo della protagonista. La struttura procede in modo lineare: prima la presentazione del luogo, poi la frattura della separazione, quindi il ritorno ciclico e simbolico, e infine l’apertura alla dimensione fantastica. La fantasia non irrompe, ma emerge gradualmente, intrecciandosi con la realtà quotidiana e con le tradizioni locali. Il ritmo è fluido, con attenzione alle immagini del territorio e ai sentimenti legati all’appartenenza.

Tematiche
Nel racconto, l’inclusione si manifesta nel gruppo di ragazzi che accompagna Elisabetta: sono diversi per carattere e provenienza, ma insieme costruiscono una comunità capace di accogliere e valorizzare ogni differenza. Cunardo diventa per loro un punto di riferimento emotivo: non è solo un paese, ma un luogo di memoria, identità e radici, soprattutto per Elisabetta che vi ritrova ciò che sente come casa.

Il territorio svolge un ruolo attivo: paesaggi, tradizioni e leggende guidano i protagonisti, mostrando che ciò che li circonda non è semplice sfondo ma parte viva della loro esperienza. La fantasia nasce proprio da questa relazione con i luoghi: non sostituisce la realtà, la amplifica, rendendo visibile ciò che il paese custodisce.

In questo ambiente, la crescita dei ragazzi è condivisa. Le loro relazioni, basate su solidarietà e diversità, mostrano come stare insieme possa generare forza e consapevolezza.

Conclusioni
Il racconto diventa un invito a esplorare Cunardo con occhi nuovi, trasformando la conoscenza del territorio in un’esperienza emotiva e condivisa. La fusione tra realtà e fantasia sostiene un messaggio di inclusione, appartenenza e valorizzazione delle radici. È una storia che parla a tutte le età, capace di mostrare come i luoghi possano accogliere, proteggere e trasformare chi li attraversa.

 

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Barbara Crepaldi

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