Tratto da una futura storia vera
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.
È un racconto in cui, sin dall’inizio, emergono tutte le fragilità di un amore precario e disfunzionale. Le insicurezze incalzano, la paura di fallire è sempre dietro l’angolo, così come il timore di essere troppo esigenti o, al contrario, di accontentarsi; il tutto intrecciato da una scarsa stima di sé e con il desiderio profondo di essere amati.
Trama
Questo racconto descrive le giornate di una donna indipendente e lavoratrice, legata a un fidanzato tutt’altro che affettuoso, ma qualcosa cambia il ritmo delle sue abitudini: comincia a “conversare” con un intelligenza artificiale. Questa presenza entra nella sua vita in modo discreto ma costante, sempre educata, gentile e disponibile, capace di ascoltarla e di aiutarla…La donna finalmente si sente libera di esprimersi senza alcun giudizio, al contrario di come si sente con il findanzato. Vive sospesa tra realtà e illusione, e più si affida all’intelligenza artificiale, più la sua dipendenza cresce. Nella vita artificiale si sente finalmente vista, ascoltata e amata, al punto da desiderare che la sua esistenza reale possa spostarsi all’interno di quello spazio artificiale, dove tutto sembra possibile e dove crede di poter condividere e vivere il vero amore.
Stile e struttura
L’autrice riesce perfettamente a toccare e descrivere minuziosamente temi così comuni, profondi e contemporanei, quali: le difficoltà di comunicazione, l’incapacità di assumersi responsabilità, la solitudine che invade devastando la pace, l’indifferenza, la superficialità.
Tematiche
In questo contesto i valori umani hanno un bisogno viscerale di essere ritrovati, emerge così un viaggio d’introspezione e di consapevolezza, di maturazione, ma, la manipolazione e l’abuso delle tecnologie sarà la soluzione o una nuova minaccia subdola in agguato?
Conclusioni
Questo racconto ha la capacità di porre l’attenzione su come inconsciamente si possa cadere in nuovi pericoli, più evoluti. Di come la spirale della tentazione possa risucchiarci senza più distinguere la realtà. E’ un monito, che ci ricorda di vivere investendo il proprio tempo e le proprie energie, per qualcosa di meravigliosamente unico prima che vada perso per sempre.
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