Entropia Editore
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.
Trama
Questa silloge poetica è un alternarsi d’inquietudine, emerge l’impoverimento nella capacità di socializzare, perché ormai siamo automi ingabbiati: “Produci - consuma – crepa”. La frenesia di un mondo disumanizzato. I temi sono vari, il modo in cui li affronta sono profondamente poliedrici ma è necessaria una chiave attenta e preparata.
Stile e struttura
L’autore sceglie un linguaggio ricercato, con l’utilizzo di termini tecnici della sfera poetica, infatti sono presenti elisioni, semantiche, sinestesie, iperbole…tipiche di un linguaggio connotativo cioè non di uso quotidiano, perciò è necessario un approfondimento per cogliere i significati profondi che l’autore vuole trasmettere al lettore.
Tematiche
L’autore vuole porre l’attenzione a quei fattori che condizionano le nostre vite, dalle regole strutturate come nel mondo del lavoro, alla sensazione di essere in posti che non ci appartengono; il disincanto dell’ordinario che aliena ogni tipo di ambizione in sopravvivenza; il tempo che tutto guarisce; di come sono cambiati i sogni, le speranze, le aspettative; il vuoto di quella solitudine che non si arrende. Il rapporto che l’autore ha con la letteratura è un rifiorire dopo lo smarrimento, la ricerca di dare un senso alla propria esistenza. Si sente il tormento di un amore finito intriso di memoria, gioia, cambiamento, vuoto, abbandono; di una relazione che si è trasformata in muto silenzio, immobile, dove entrambi si sentivano soli. Nelle poesie “Gutenberg” e “Requie” emerge l’oppressione che invade il corpo, l’anima, schiacciando tutto ciò che incontra, addirittura la possibilità di sognare; mentre nella poesia “Place to be” all’inizio appare la forza dell’amore che poi si trasforma in ciò che nulla può più essere.
Conclusioni
È una lettura che scava nelle profondità, per acquisire la consapevolezza della propria vita, ponendo riflessioni personali e sociali. Adatta a chi è abituato a un percorso di introspezione, a chi non resta indifferente, apatico, ai di temi esistenziali.

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Barbara Crepaldi
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