di Sonia Fogagnolo
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.
Editore: Capponi
Trama
Enea un uomo rassegnato a svolgere qualsiasi lavoro pur di avere una busta paga, si trova a ricoprire un ruolo impiegatizio in qualità di responsabile, seppur senza variazione di stipendio, all’interno di un centro di ricerca sociale ed economico. Le dinamiche all’interno di questa società vengono turbate dal cambio del Presidente Igor Rossetti.
Stile e struttura
Lo sviluppo della storia è descritto in modo ineccepibile, sia dal punto di vista emozionale, sia strutturale. L’autrice vuole far immedesimare il lettore coinvolgendolo attivamente, quasi a interpretare anch’esso “la faccia da impiegato” con tutto ciò che vi ruota intorno.
Tematiche
Enea vive intrappolato da una vita frenetica, piatta, conti da far quadrare e zero relazioni sentimentali per paura di soffrire. Sul posto di lavoro il nuovo Presidente, abituato a interagire in modo maleducato, arrogante e sminuente, non perde occasione a dare il meglio di sé, creando sui dipendenti una sottomissione totale. Enea viene usato, manipolato e maltrattato spudoratamente dal suo nuovo capo, senza alcun riguardo, creandogli non pochi problemi personali. In fondo, lo stesso Enea si considerava una persona senza attributi, rammollito, e la poca stima di sé lo porta inevitabilmente a diventare il suo zerbino. Fiore il suo migliore amico, vuole aiutarlo ad essere consapevole della realtà, questo turba non poco il protagonista.
L’equilibrio sul lavoro orami non esiste più, così anche i colleghi: Ada, Mariano, Sara, Ombretta, Raffaella, Lory, Zio, Fiorenzo… si dividono tra chi ne vuole approfittare e chi dimostra sincerità e amicizia. L’atteggiamento di Enea denota rassegnazione e poco coraggio, salvo casi sporadici di intraprendenza. Cambiare il proprio destino non è una cosa che succede e basta, non serve lamentarsi e restare immobili, bensì richiede coraggio, costanza, fortuna, ma soprattutto la convinzione che tutto può succedere.
Conclusioni
L’autrice con questo racconto ha messo in risalto le difficoltà quotidiane di persone comuni, ordinarie. Forse per essere consapevoli che il proprio destino è nelle nostre mani e nulla accade senza un perché. A volte le difficoltà possono aiutarci a trovare nuove opportunità, a migliorare la nostra vita. Concentrarci sul come fare aiuta a non disperdere le energie. Trovo questo racconto istruttivo: non dare le cose per scontate, lottare per ciò in cui crediamo, imparare a vivere nella gioia e nella consapevolezza. Nessuno deve permettersi di calpestare il prossimo, ma fino a quando lo assecondiamo, alimentiamo atteggiamenti scorretti e nulla cambierà.
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Barbara Crepaldi
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