Principessa-d'Inventi

di Sara Brillante

Atile Edizioni
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.

Trama
Questo libro è un connubio di poesie, racconti e illustrazioni sagaci, ogni opera attraverso un filo conduttore anima le parole, scandite da “Perle” di autori molto noti al pubblico, che vanno a incorniciare il tutto. Il viaggio nelle profondità dell’autrice si percepisce sin dall’inizio, i temi sono variegati; il legame travagliato con la morte viene ben rappresentato attraverso il gioco degli scacchi; in particolare c’è una frase nella quale si percepisce la chiave d’introspezione e di interpretazione “il buio può essere la chiave della luce pronto a svelare novelli sentieri”.

Sono presenti folletti, gnomi, fatine, regine, mondi misteriosi, dove le forze del male combattono contro le forze del bene, in un dialogo tra lotta e rinascita.

Stile e struttura
Sinestesie, rime baciate, stati d’animo associati alla natura, il quotidiano amaro che lotta disilluso; l’autrice utilizza spesso figure gotiche, lasciandole sfociare attraverso il fantasy.

L’interpretazione richiede attenzione e allenamento ad un certo linguaggio, per non perdere l’intensità del messaggio. Nulla è lasciato al caso, anzi, l’autrice ha una cura dei dettagli precisa, minuziosa. È un libro che nasconde tra le righe emozioni autentiche e per questo motivo consiglio una lettura lenta e riflessiva, quasi contemplativa, solo così può trasformarsi in rivelazione.

La scelta di realizzare le illustrazioni in bianco e nero dell’autrice è il manifestarsi della sua anima dark la quale prosegue delineando ogni parola.

Tematiche
Il fluire del libro è velato dall’oscurità, dall’inganno, dal dolore, dalle tormente, le metafore accolgono la luce e l’amore, donandogli nuovi orizzonti. L’urlo è acuto e silenzioso, le parole scorrono lente per carpire ogni dettaglio. Vibra la ricerca interiore “dell’umana carezza” sfociando nello sfrontato dialogo con sé stessa; l’autrice emerge sicura nel proseguire il suo cammino da “Principessa” temeraria: “posso infiammare l’energia silente, perdermi nell’invisibile iniziando a vedere il visibile” ove tutto è possibile, perché sperimentare è alla base per imparare a vivere.

Il passaggio da fanciulla ad adulta con il mutare della consapevolezza accompagna l’autrice in un viaggio verso la maturità e la scoperta.

Le fragilità, le ipocrisie, la carenza di affetti e di relazioni, sono alcuni temi affrontati con spudorata sincerità, quasi messi a nudo riflessi da uno specchio. Quando l’autrice parla dei genitori, dell’amichetta di scuola, dei ricordi d’infanzia intrisi di profumi deliziosi, ma soprattutto del rapporto speciale con la nonna, emana una tenerezza senza tempo, nonostante più volte la stessa si descriva un’anima ribelle, irradia una sensibilità profonda, speciale.

Conclusioni
È un libro che si rivela avanzando nella lettura, nonostante l’apparente difficoltà di comprensione per il linguaggio non di uso quotidiano, solo chi persevera può cogliere l’intensità che racchiude. Ogni emozione è condivisione, elaborazione, speranza, uno spiraglio di luce che cammina lento abbracciando chi incontra, donando forza e calore.

 

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Barbara Crepaldi

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