di Veronica Fogliano
Editore: Self publishing
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.
Trama
La storia ruota attorno a Stella, una bambina di otto anni che ha perso la madre in un incidente stradale. A occuparsi di lei arriva zia Nina, chef in un ristorante di Taormina, che decide di accogliere la nipote nella propria vita già frenetica. La nuova quotidianità di Nina si muove tra due poli: da un lato le preoccupazioni per la fragilità emotiva di Stella, dall’altro il desiderio di farsi strada in cucina e conquistare finalmente un ruolo di rilievo nel ristorante. Mentre cerca di tenere insieme affetti e ambizioni, Nina scopre che prendersi cura della bambina significa anche fare i conti con le proprie paure, i propri limiti e un amore che cresce giorno dopo giorno.
Stile e struttura
L’autrice conduce la narrazione con uno stile elegante e ricco di dettagli, capace di restituire atmosfere e sensazioni con naturalezza. Le descrizioni dei piatti rivelano una cura meticolosa e una ricerca raffinata, che aggiungono profondità e gusto alle scene ambientate in cucina. I personaggi sono delineati con attenzione, e le loro vicende procedono in modo equilibrato: nessuno prevale sull’altro, e ogni voce trova il proprio spazio all’interno della storia, contribuendo a un intreccio corale e ben orchestrato.
Tematiche
Il romanzo racconta la storia di Nina, che si ritrova all’improvviso a dover crescere Stella, una bambina di otto anni rimasta orfana dopo un incidente in cui la madre ha perso la vita. Del padre non si sa nulla.
Stella, dolce e sensibile, affronta il trauma della perdita mentre Nina, travolta da questa nuova responsabilità, è costretta a rivedere le proprie priorità e a ripensare il suo futuro. Le loro vite si intrecciano con quella di Fabian, lo chef incaricato di affiancare Nina in cucina, e con Sergio, il lavapiatti che prova subito una spontanea simpatia per la piccola e per la zia.
Anche Fabian si trova davanti a un cambiamento inatteso: la nuova realtà lo spinge a fare i conti con il proprio passato e con ciò che desidera davvero, soprattutto ora che nella sua vita è entrata Irene, la babysitter di Stella.
Il risultato è un intreccio corale in cui ogni personaggio porta con sé una ferita, una speranza e un cammino di trasformazione.
Conclusioni
Questo romanzo è un intreccio di emozioni e sapori, resi quasi tangibili da descrizioni curate e sensoriali. Le scene legate alla cucina evocano profumi e consistenze che accompagnano il lettore con naturalezza. Alcuni incontri tra i personaggi seguono dinamiche che possono apparire leggermente idealizzate, ma si inseriscono comunque con armonia nel tono caldo e familiare della storia, che conserva un autentico profumo di casa.
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Barbara Crepaldi
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