Di-cera-e-di-carta

di Licia Rinaldi

Editore: Self publishing
Recensione di Anna Castellazzi e Barbara Crepaldi.

Trama
Questo romanzo è ambientato nella laguna veneziana. Sin da subito appare ricco di aspettative. Le ombre e le cicatrici del passato inducono la protagonista “Lucinda - Priscilla” a fuggire. Sola, diventa la nuova custode di un cimitero. Lì incontra il fantasma di una donna “Isotta”, la Sposa dell’Acqua, che diventerà a sua volta una protagonista dalle mille rivelazioni. “Nero”, un cane di grossa taglia, sarà il suo unico amico.

Stile e struttura
L’autrice cura la descrizione dei dettagli in modo meticoloso, suggestivo, impeccabile, coinvolgendo il lettore ad assaporare ogni parola. Lo stile è originale, avvincente, mai banale anzi curato e ricco di pathos. La struttura è ben delineata, non ha punti deboli, anzi, l’equilibrio accompagna tutta la storia.

Tematiche
La protagonista Lucinda, segnata da un passato che la tormenta, decide di cambiare vita. Nel cimitero la protagonista diventa “la ragazza della cera”, a causa delle sculture di fiori in cera che realizza. Grazie ad esse, riesce a procurarsi un misero sostentamento, per lei e il suo cane. Un giorno, la protagonista, incontra un uomo “Arata”, dai tratti orientali. Nonostante sia di famiglia nobile, i due sono attratti l’uno per l’altra, come se le ombre, di ciascuno, fossero un fattore in comune, al contrario delle loro origini che avevano una natura molto diversa. Arata cerca di avvicinarsi a Lucinda regalandole una gru fatta di carta nera, suscitando in lei meraviglia e stupore per la sua perfezione. L’ostilità iniziale per il ceto sociale differente, la diffidenza verso gli uomini di Lucinda, il passato oscuro che riappare pericolosamente con il Sig. Morosini, si evolvono attraversando un’inquietudine palpabile.

Credo che la frase chiave dove si racchiude il senso di questo romanzo sia: “Noi siamo fatti così: di cera e di carta. Fragili al punto da spezzarci, ma forti abbastanza da rinascere nell’oro”.
Le fragilità e le ombre di Lucinda e Arata, diventeranno Luce: il loro Amore sarà la loro forza e li aiuterà a cambiare vita.

Conclusioni
È un romanzo che si fa leggere senza alcuna fatica, anzi, i particolari sono così dettagliati che persino quando descrive gli odori sembra quasi di inalarli.
Anche se è frutto di fantasia, si percepisce quanto sia inutile fuggire dalle proprie paure, ovunque noi andiamo ci seguiranno.
Il coraggio di vivere richiede uno sforzo enorme, ma deve sempre accompagnarci nonostante le avversità.
Possiamo costruire il presente senza perderci nel passato, solo così non sprechiamo energie inutilmente.

Complimenti all’autrice.

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Barbara Crepaldi

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